Da: QuotidianoPiù
In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la Corte di Cassazione - con la sentenza n. 3216 del 5 febbraio 2024 - ha inteso dare continuità all'ormai consolidato orientamento secondo cui qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alle spese per incrementi patrimoniali, la presunzione di cui all'art. 38 del DPR n. 600/1973 è legale relativa e comporta che il giudice tributario, una volta accertata l'effettività fattuale degli specifici elementi indicatori di capacità contributiva esposti dall'ufficio, non può privarli del valore connesso dal legislatore alla loro disponibilità, ma unicamente valutarli insieme con la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale delle somme necessarie per mantenere il possesso di tali beni.
La sentenza della Cassazione
La pronunzia nasce, in dettaglio, a seguito di ricorso (già rigettato in sede regionale e conferme della legittimità dell'avviso impugnato), presentato da un contribuente che, per l'anno d'imposta 2008:
- risultava possedere beni indice di capacità contributiva non dichiarati;
- riceveva, in merito, avviso di accertamento in rettifica relativa...