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Impresa familiare: il convivente di fatto partecipa

29 Luglio 2024 |
La Corte Costituzionale, con sentenza 25 luglio 2024 n. 148, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 230-bis, c. 3, c.c., nella parte in cui non prevede come familiare anche il convivente di fatto e come impresa familiare quella cui collabora anche il convivente di fatto.

Fonte: Quotidianopiù

La controversia nasceva da un'ordinanza interlocutoria con cui la Corte di cassazione, sezione lavoro, chiedeva l'intervento delle Sezioni unite al fine di chiarire se l'art. 230-bis, c. 3, c.c. (relativo ai diritti del convivente) potesse essere evolutivamente interpretato prevedendo l'applicabilità della relativa disciplina anche al convivente more uxorio, laddove la convivenza di fatto sia caratterizzata da stabilità.

I fatti

La questione aveva origine da un giudizio incardinato dinanzi al Tribunale di Fermo da una donna, nei confronti dei figli e coeredi dell'allora convivente, già coniugato con altra donna.

La donna sosteneva di essere stata stabile convivente del de cuius dal 2000 sino al decesso avvenuto nel novembre 2012, chiedendo l'accertamento dell'esistenza di una impresa familiare, relativa ad una azienda agricola e la condanna alla liquidazione della quota spettante quale partecipante all'impresa.

Il Tribunale di Fermo rigettava la domanda rilevando che il convivente di fatto non poteva essere considerato “familiare” ai sensi dell'art. 230-bis, c. 3, c.c.., così come la Corte d'appello di Ancona.

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite

La Corte d...

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