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Professionisti ed evasione: rileva la serialità e l'elaborazione artificiosa

20 Gennaio 2025 |

La Cassazione è tornata sulla questione dell'applicabilità dell'aggravante ex art. 13-bis c. 3 D.Lgs. 74/2000 in caso di elaborazione sistematica di modelli di evasione fiscale da parte di professionisti, tracciando anche i confini dell'applicabilità della confisca in presenza di concorso di persone nel reato.

Fonte: QuotidianoPiù

La Cassazione del 13 gennaio 2025 n. 1220 con riferimento al tema dell'applicabilità dell'aggravante ex art. 13-bis c. 3 D.Lgs. 74/2000, ed in tema di concorso di persone nei reati tributari, ha ribadito il principio già espresso dalla precedente giurisprudenza, per cui: “il consulente fiscale è responsabile, a titolo di concorso, per la violazione tributaria commessa dal cliente, quando, in modo seriale, ossia abituale e ripetitivo, attraverso l'elaborazione e commercializzazione di modelli di evasione, sia stato il consapevole e cosciente ispiratore della frode, anche se di questa ne abbia beneficiato il solo cliente.”

Dichiarazioni fiscali fraudolente

La vicenda giudiziaria origina dalla condanna inflitta dalla Corte d'Appello ad una professionista iscritta all'albo dei commercialisti, accusata di aver predisposto dichiarazioni fiscali fraudolente per diciotto diverse società, utilizzando crediti inesistenti in compensazione. Le operazioni fraudolente, realizzate mediante l'utilizzo di codici tributo non più validi (6700 e 2300), hanno determinato un danno erariale complessivo di circa due milioni di euro.

Nel proporre ricorso per Cassazione veniva lamentat...

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