L’utilizzo delle memorie illustrative come strumento di strategia difensiva21 Febbraio 2024
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Nel rito tributario, caratterizzato da una spiccata componente documentale e da una trattazione in pubblica udienza soltanto eventuale, assume una rilevanza fondamentale la fase delle memorie illustrative, atte a replicare alle difese avversarie e a contestarne le argomentazioni. Oltre alla precisazione dei motivi di ricorso, come è possibile trarre dall'utilizzo delle memorie ulteriori spunti difensivi? Il caso Nel rito tributario, l'amministrazione finanziaria riveste la posizione processuale di attore in senso sostanziale: con la motivazione dell'atto impositivo essa fissa l'oggetto attorno al quale verterà il giudizio impugnatorio proposto attraverso il ricorso. Con il ricorso, invece, il contribuente articola i propri motivi di impugnazione ed evidenzia le lacune dell'atto impugnato: - se l'ufficio non ha correttamente rappresentato i “fatti” oggetto di contestazione, ovvero i comportamenti del contribuente che assume contrari agli obblighi normativi; - se l'ufficio non ha correttamente inquadrato “in diritto” le violazioni contestate. Una volta incardinato il giudizio, le controdeduzioni dell'ente impositore talvolta si limitano a ribadire i rilievi già formulati nell'atto impositivo, talvolta replicano ai motivi di ricorso argomentati dal contribuente: diventa pertanto essenziale nell'ambito del contraddittorio processuale la fase riservata alla presentazione di memorie illustrative, attraverso le quali evidenziare le lacune nella difesa avversaria e modulare la propria strategia difensiva. Contenuto riservato agli abbonati. |