Dottrina / Riviste

La revisione dello Statuto del Contribuente nella Delega: ne bis in idem, autotutela, interpelli

17 Gennaio 2024 |

Il D.Lgs. 219/2023, pubblicato nella G.U. n. 2 del 3 gennaio 2024, ha recepito i criteri direttivi per la revisione dello Statuto dei Diritti del Contribuente contenuti nella L. 111/2023. Tra le diverse novità, in questo secondo filone di approfondimento segnaliamo l'introduzione del “ne bis in idem” nel procedimento di accertamento, nonché la riscrittura della disciplina dell'autotutela e degli interpelli.

Sommario
Procedimento di accertamento e “ne bis in idem” (sostanziale)

Il “ne bis in idem” è un principio processualistico, di matrice unionale e convenzionale, che fa leva sulle norme di cui all'art. 4 Protocollo 7 CEDU e sull'art. 50 Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europeo, recepito nell'ordinamento interno dall'art. 649 c.p.p. – secondo cui l'imputato prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto - cui si ispira anche il sistema sanzionatorio amministrativo-tributario. Il legislatore delegato, con il nuovo art. 9-bis, introduce nello Statuto dei Diritti del contribuente il “ne bis in idem” (sostanziale) nel procedimento di accertamento riconoscendo il diritto del contribuente a che l'Amministrazione finanziaria eserciti l'azione accertativa una sola volta relativamente ad ogni tributo e per ogni periodo d'imposta. Tale principio può essere derogato solo laddove specifiche disposizioni prevedano diversamente oppure in caso di emendabilità di vizi formali e procedurali. Costituiscono, quindi, eccezioni al principio statutario di accertamento unificato gli avvisi di ac...

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