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Welfare pubblico non riscosso: i vantaggi di integrare i piani aziendali

28 Febbraio 2024 |
Emiliana Maria Dal Bon
Una famiglia di medio reddito potrebbe ottenere, ogni anno, circa 1.000 euro tra bonus e incentivi già messi a disposizione dallo Stato e da altri Enti, eppure circa il 40% dei beneficiari non fa nemmeno richiesta. Le aziende possono svolgere un ruolo importante nell'aiutare i lavoratori a godere di risorse che sono già state stanziate da altri, quindi a costo zero per l'organizzazione e con molti benefici anche reputazionali.

Fonte: Quotidianopiù

Il welfare pubblico non riscosso è un tesoretto di bonus, incentivi, agevolazioni fiscali e opportunità di formazione ai quali le persone avrebbero diritto perché hanno i requisiti necessari, ma che non vengono richiesti per diversi motivi.

Questi strumenti sono ad esempio:

  • assegno unico universale;
  • bonus asilo nido;
  • bonus psicologo;
  • bonus figli disabili;
  • carta giovani nazionale;
  • misure previste dagli enti bilaterali;
  • fondi di assistenza sanitaria.

Le aziende possono aiutare i propri collaboratori e mettersi in tasca queste risorse.

Infatti, se l'azienda potesse attivarsi per far sì che i propri dipendenti siano informati su questo welfare pubblico non riscosso, ne troverebbe vantaggi immediati:

  • sostegno al reddito dei propri dipendenti senza utilizzare risorse a proprio carico;
  • migliorare il clima aziendale, accrescendo il livello di soddisfazione, migliorandolo;
  • fare attività di employer branding interna ed esterna;
  • integrare il piano di welfare aziendale con un supporto alla riscossione di un welfare pubblico che, come in quanto tale, è privo di costi.

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