Crediti d'imposta e compensazione IVA: limitato il termine di accertamento02 Ottobre 2025
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Fonte: QuotidianoPiù La Corte di cassazione, con l'ordinanza del 27 settembre 2025 n. 26273, ha affrontato il tema della compensazione di crediti d'imposta con debiti IVA, distinguendo tra “crediti inesistenti” e “crediti non spettanti” e chiarendo le conseguenze in termini di termini di accertamento e sanzioni. Al centro della vicenda affrontata dalla Suprema Corte vi è l'utilizzo di un credito d'imposta maturato ai sensi dell'art. 8 L. 388/2000, riconosciuto a seguito di investimenti in aree svantaggiate, compensato dalla società contribuente con un presunto debito IVA in acconto. Tuttavia, la situazione di fatto era peculiare: la contribuente, al momento dell'operazione, vantava già un credito IVA di oltre 149.000 euro. La posizione dell'Agenzia delle Entrate e la reazione della contribuente L'Agenzia delle Entrate contestava l'operazione, emettendo un atto di recupero giustificato dalla circostanza che la compensazione fosse avvenuta in assenza di un effettivo debito IVA. Secondo l'Amministrazione finanziaria, il credito d'imposta sarebbe stato utilizzato in modo indebito, integrando così la fattispecie del credito inesistente e consentendo l'applicaz... Contenuto riservato agli abbonati. |