Dottrina / Riviste

Cessioni non imponibili a esportatori abituali: inquadramento e profili operativi

04 Novembre 2025 |

Il regime IVA degli esportatori abituali, disciplinato dall'art. 8 Decreto IVA, consente operazioni in sospensione d'imposta entro il plafond disponibile. L'evoluzione dei controlli automatizzati dell'Amministrazione finanziaria ha reso il sistema più strutturato, imponendo in capo agli operatori il rispetto di regole stringenti e l'adozione di procedure di regolarizzazione più rapide.

Sommario

Regime IVA dell'esportatore abituale

Il regime IVA riservato agli esportatori abituali consente ai soggetti passivi d'imposta, che effettuano in modo sistematico operazioni con l'estero in regime di non imponibilità IVA, di acquistare beni e servizi, nonché di importare beni, senza applicazione dell'imposta, purché siano rispettati determinati presupposti normativi ed entro limiti quantitativi prestabiliti (art. 8 c. 1 lett. c) e c. 2 DPR 633/72 - c.d. “Decreto IVA”).

In base all'art. 1 DL 746/83, acquisiscono la qualifica di esportatore abituale i soggetti passivi IVA che, nell'anno solare precedente, abbiano registrato cessioni all'esportazione (art. 8 c. 1 lett. a) e b) Decreto IVA), cessioni intracomunitarie, anche relative a beni estratti da depositi IVA (art. 41 e 50-bis DL 331/93) nonché operazioni assimilate (artt. 8-bis, 9, 71 e 72 Decreto IVA), per un ammontare complessivo superiore al 10% del volume d'affari realizzato nel medesimo periodo di riferimento, ossia nell'anno o nei dodici mesi precedenti.

Ne consegue che lo status di esportatore abituale non può essere riconosciuto qualora il coefficiente percentual...

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