Dottrina / Riviste

La reperibilità: contrattazione collettiva e trattamento economico

14 Novembre 2025 |

Una delle peculiarità dell’organizzazione dell’orario di lavoro è rappresentata dall’istituto della reperibilità, disciplinato principalmente dalla contrattazione collettiva e, pertanto, regolamentato in modo differente a seconda del CCNL applicato in azienda. In base al contratto collettivo, infatti, il lavoratore ha diritto a un trattamento economico specifico o all’eventuale riposo compensativo.

Sommario

Cosa si intende per reperibilità

La reperibilità consiste nell'obbligo da parte del lavoratore di mettersi a disposizione del datore di lavoro e di essere prontamente rintracciato in periodi che si collocano al di fuori dall'orario di lavoro concordato tra le parti. In queste fasce orarie il lavoratore deve rendersi disponibile, in vista di una eventuale prestazione lavorativa, attraverso strumenti come telefono o app, a seconda della policy aziendale sottoscritta per la gestione della reperibilità

Esistono diverse tipologie di reperibilità, passiva e attiva, le quali si differenziano a seconda del settore e al livello di impegno richiesto.

La reperibilità passiva riguarda una prestazione lavorativa strumentale e accessoria consistente nell'obbligo da parte del lavoratore, il quale si trova presso la propria abitazione, di rendersi disponibile alla chiamata del datore di lavoro in caso di necessità. Non scatta, quindi, un obbligo di risposta immediata all'avviso di reperibilità e di recarsi prontamente in azienda. Per questo motivo, tale forma non rientra nel “normale” orario di lavoro del lavoratore. Se il contratto collettivo non disciplina i tempi di risposta, gli stessi devono...

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