Dottrina / Riviste

CSRD e Dichiarazione di sostenibilità: doppia materialità e perimetro informativo negli ESRS

29 Gennaio 2026 |

L'introduzione della CSRD non solo regola in modo approfondito le attività di rendicontazione e assurance sulla sostenibilità, ma stabilisce obblighi specifici, ampliando il perimetro dei soggetti tenuti all'adempimento e ridefinendo in misura significativa l'ambito degli interventi richiesti.

Analisi di contesto

L’introduzione della CSRD, oltre a disciplinare in maniera più dettagliata l’attività di rendicontazione ed assurance relativa alla sostenibilità, impone degli obblighi ben precisi, allargando le maglie dei soggetti obbligati e modificando sostanzialmente la portata degli interventi stessi. Le principali modifiche afferiscono:

  • all’ambito di applicazione;
  • ai requisiti minimi di accesso;
  • ai principi di rendicontazione;
  • alla rilevanza dei temi;
  • all’obbligo di assurance;
  • al format di redazione.

Con riferimento all’ambito di applicazione, la portata dell’intervento amplia (attraverso l’introduzione di due slot temporanei) la platea dei soggetti coinvolti, facendo rientrare nel perimetro di applicazione non solo tutte le grandi imprese ed i grandi gruppi, ma anche le PMI quotate (oltre 4.000 in Italia). Non solo: l’esclusione delle entità con un numero inferiore a 1.000 dipendenti non va vista in una prospettiva di salvaguardia introdotta per soggetti con numeri più risicati. Il disposto va infatti combinato con l’introduzione dei VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standards for Non-listed SMEs), che fanno riferimento all’attività di rendicontazione di ...

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