Dottrina / Riviste

Criteri di selezione del rischio fiscale e indicatori di anomalia nei controlli dell’AF

19 Maggio 2026 |

La selezione del rischio fiscale si fonda su dati dichiarativi, banche dati e indicatori di anomalia. Il punto decisivo è distinguere tra criterio selettivo e prova della violazione: l’anomalia può orientare compliance e controlli, ma non sostituisce istruttoria, contraddittorio e motivazione. In questa prospettiva, gli ISA sono strumenti di lettura del rischio, non prove automatiche della pretesa.

Sommario

La selezione del rischio non è casuale

In un contesto segnato da crescente complessità delle operazioni economiche, digitalizzazione dei processi e più ampia circolazione dei dati, la selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo assume un rilievo sempre più strategico nell’azione dell’Amministrazione finanziaria. Il controllo fiscale non prende normalmente avvio da una scelta episodica dell’Ufficio. Prima della verifica, dell’invito o del controllo a tavolino vi è una fase preliminare di selezione, nella quale l’Amministrazione valorizza il patrimonio informativo già disponibile e costruisce una scala di priorità. La base conoscitiva è alimentata da dichiarazioni, pagamenti, dati trasmessi da terzi e flussi informativi presenti nell’Anagrafe tributaria, da cui possono emergere omissioni, disallineamenti e incoerenze che orientano la scelta del contribuente da sottoporre ad approfondimento.

L’analisi del rischio individua i contribuenti verso i quali indirizzare attività istruttorie valorizzando il patrimonio informativo e le tecnologie di analisi dei dati. Nella stessa direzione si colloca la programmazione 2025-2027 dell’Amministrazione finanziaria, che valorizza l’affina...

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