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Termini di esercizio della detrazione IVA: al bivio tra riesame europeo e nuova riforma fiscale

01 Luglio 2026 |

Le fatture ricevute a cavallo d’anno riaprono il nodo dei termini per la detrazione IVA, tra neutralità dell’imposta, possesso della fattura e rigidità della disciplina interna. In tale contesto, la sentenza T-689/24 del Tribunale UE valorizza una lettura sostanzialistica del diritto alla detrazione. Il riesame della CGUE dirà se tale approccio prevarrà, mentre la riforma fiscale IVA potrebbe rappresentare l’occasione per superare le attuali rigidità applicative.

Il diritto alla detrazione IVA: principi generali UE

Il meccanismo di detrazione IVA rappresenta uno degli elementi essenziali per il corretto funzionamento dell'imposta sul valore aggiunto, unitamente all'obbligo di rivalsa. L'art. 1 Dir. 2006/112/CE ("Direttiva IVA") garantisce che, per ciascuna operazione, l'IVA calcolata sul prezzo del bene o del servizio sia esigibile previa detrazione dell'imposta che ha gravato direttamente sul costo dei diversi elementi costitutivi del prezzo. Il principio di neutralità che ne discende mira a evitare che il soggetto passivo sopporti un onere fiscale ai fini IVA: da un lato, egli addebita l'imposta ai propri clienti per il tramite dell'obbligo di rivalsa; dall'altro, esercita il diritto alla detrazione dell'imposta assolta a monte sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio dell'attività d'impresa. L'onere dell'IVA ricade così esclusivamente sul consumatore finale, in quanto unico soggetto che non può detrarre l'imposta assolta sugli acquisti.

La normativa unionale subordina l'esercizio del diritto alla detrazione alla coesistenza di due requisiti fondamentali. Sotto il profilo sostanziale, l'art. 167 Direttiva IVA stabilisce...

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