Strumenti / Esempi di calcolo

Piano di welfare incentivante

22 Ottobre 2025 |

I piani di welfare aziendale con finalità incentivante rappresentano uno strumento di forte motivazione del personale. Sono rivolti a tutti i dipendenti o a categorie omogenee degli stessi e prevedono l’assegnazione di una dote di welfare per un determinato valore, che è commisurato alla performance dell’azienda. Rappresentano una leva fiscale importante, che consente di ottenere l’equivalenza tra costo sostenuto dall’azienda e beneficio netto per il lavoratore. La dote welfare, infatti, è esente da prelievo contributivo e fiscale per il lavoratore a condizione che non sia erogata in sostituzione di retribuzione promessa e che non sia convertibile in denaro qualora non utilizzata per i servizi previsti. Al vantaggio fiscale per il lavoratore si aggiunge quello della totale deducibilità del costo del piano welfare per il datore di lavoro come costo del personale.

COSTO DATORE DI LAVORO/NETTO DIPENDENTE

Il seguente esempio evidenzia la differenza tra il costo annuo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal dipendente nelle due diverse ipotesi di assegnazione di un importo pari a € 2.000,00:

  • come premio monetario;
  • come dote welfare.

L’obiettivo è mostrare l’impatto contributivo e fiscale delle due soluzioni, mettendo a confronto il vantaggio economico per il lavoratore e il relativo onere per il datore di lavoro.

Lavoratore assunto a tempo indeterminato.

Categoria: impiegato

Settore: industria

Retribuzione lorda annua: € 31.800,00

Oneri contributivi: 29,36%

IRPEF a scaglioni progressivi – aliquota quota reddito aggiuntiva 35%

Contribuzione a carico del lavoratore: 9,49%

VOCI

PREMIO MONETARIO

WELFARE INCENTIVANTE

COSTO DATORE DI LAVORO

NETTO LAVORATORE

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