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Contributi previdenziali a carico del lavoratore e del datore di lavoro

09 Febbraio 2026 |

La prestazione lavorativa fa insorgere, in capo al datore di lavoro, l'obbligo di assicurazione previdenziale presso l'INPS nei confronti del lavoratore. Sulla base dell'inquadramento aziendale vengono determinate le aliquote previdenziali da applicare al rapporto di lavoro, di cui una parte a carico del lavoratore, sebbene l'onere di pagamento nei confronti dell'Istituto rimanga sempre in capo al datore di lavoro.

I soggetti coinvolti: datore di lavoro e lavoratore

Il rapporto giuridico previdenziale nasce al momento dell'istaurazione del rapporto di lavoro e coinvolge più soggetti: il datore di lavoro (assicurante), il lavoratore (assicurato) e l'ente previdenziale (assicuratore), anche se la responsabilità del versamento della contribuzione ricade sempre sul datore di lavoro.

È nullo qualsiasi patto diretto a eludere gli obblighi relativi alla previdenza o all'assistenza, art. 2155 c.c., e inoltre, proprio perché l'assicurazione sociale e previdenziale è obbligatoria e prevista dalla Costituzione, i contributi rientrano tra i “diritti indisponibili”, al quale il lavoratore non può rinunciare.

Inquadramento aziendale

La misura della contribuzione dovuta è legata al tipo di inquadramento previdenziale, cioè al settore economico e merceologico a cui l'INPS assegna l'azienda in relazione all'attività effettivamente esercitata.

I settori a cui può essere assegnata un'azienda sono:

Settore

Attività

Industria

Manifatturiere, estrattive, impiantistiche, di produzione e distribuzione di energia, gas e acqua, dell'edilizia, trasporti e comuni

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