Dottrina / Riviste

Previdenza complementare e welfare aziendale: vantaggi per lavoratori e datori

19 Maggio 2026 |

Il welfare aziendale, da insieme di benefit accessori, si è progressivamente trasformato in una componente stabile delle politiche retributive e organizzative. La previdenza complementare rappresenta uno strumento ancora troppo spesso sottovalutato ma è il beneficio che, più di altri, consente di trasformare un costo del lavoro in un investimento previdenziale, sfruttando la deducibilità dei contributi e il regime fiscale di favore.

Che cosa si intende per welfare aziendale

Nel nostro ordinamento il welfare aziendale si colloca all’interno delle deroghe al principio di onnicomprensività del reddito di lavoro dipendente, sancito dall’art. 51 TUIR, che in base a tale principio, costituiscono reddito tutte le somme e i valori percepiti in relazione al rapporto di lavoro, salvo le specifiche esclusioni previste dalla norma.

Proprio l’art. 51 TUIR individua una serie di beni, prestazioni, opere e servizi che, se erogati dal datore di lavoro alla generalità o a categorie di dipendenti, non concorrono a formare il reddito imponibile del lavoratore e, in linea generale, non sono soggetti a contribuzione previdenziale. La logica è quella di riconoscere valore a utilità non meramente monetarie, capaci di incidere sul benessere personale, familiare e professionale.

Rientrano in questa nozione, tra gli altri, i servizi di educazione e istruzione per i familiari, l’assistenza sociale e sanitaria, i servizi per l’infanzia, le iniziative ricreative, gli abbonamenti al trasporto pubblico, i fringe benefit entro le soglie tempo per tempo vigenti, pari nel 2026 a € 1.000 per tutti i lavoratori con estensione a €  2.000 pe...

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