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Retribuzione in contanti dei domestici e rispetto della soglia di € 1.000

11 Gennaio 2022 |
La Redazione
Dal 1° gennaio 2022 è possibile effettuare pagamenti in contanti per un massimo di € 1.000: tale obbligo riguarda anche le retribuzioni dei domestici, una delle categorie di lavoratori escluse dal divieto di retribuzione in contanti (Com. ASSINDATCOLF 5 gennaio 2022).

I datori di lavoro domestico, considerando le peculiarità che contraddistinguono questo settore, sono espressamente esclusi dagli obblighi di retribuzione dei dipendenti con strumenti tracciabili. Di conseguenza, questi datori di lavoro possono ancora corrispondere lo stipendio in contanti.

Considerando, però, che dal 1° gennaio 2022 è possibile effettuare pagamenti in contanti per un massimo di € 1.000 (anziché € 2.000, come previsto fino al 31 dicembre 2021), i datori di lavoro domestico possono erogare la retribuzione in contanti, ma solo fino alla predetta soglia limite di € 1.000.

Si ricorda, tuttavia, che solo con i pagamenti tracciati è possibile ottenere, laddove sussistano i requisiti, le agevolazioni fiscali, che nel settore domestico sono di due tipi:

- deduzioni, per un massimo di € 1.549,37, a prescindere dal numero dei dipendenti) dei contributi versati all'INPS per le attività di colf, badanti e baby sitter, solo relativamente alla quota a carico del datore di lavoro;

- detrazioni; solo chi si affida alla cura di una badante (per assistenza a non autosufficienti) e ha un reddito che non supera € 40.000 annui potrà godere della parziale detrazione del costo dello s...

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